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		<title><![CDATA[Unprogged : progressive rock & metal]]></title>
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		<description>Zine Italiana Prog Rock/Metal</description>
		<language>it</language>
		<lastBuildDate>Thu, 29 Jul 2010 16:47:46 GMT</lastBuildDate>
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			<title><![CDATA[Unprogged : progressive rock & metal]]></title>
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		<item>
			<title>Halcyon Way e Lost in Thought</title>
			<link>http://www.unprogged.com/showthread.php?t=5477&amp;goto=newpost</link>
			<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 21:43:22 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[L'etichetta danese di *Claus Jensen* cala gli assi ed inserisce nel proprio roster due band molto promettenti nel panorama progressive metal europeo.
Gli *Halcyon Way*, americani di Atlanta, hanno già esordito con la Nightmare Records sfornando l'ottimo Manifesto for Domination e pubblicheranno il nuovo Building the Towers entro l'autunno 2010. A curare l'artwork c'è addirittura *Travis Smith* (Nevermore, Overkill, Opeth), e tra le collaborazioni troveremo la splendida voce di *Pamela Moore* (già in Operation:Mindcrime con i Queensryche).

I *Lost in Thought* sono invece al loro esordio assoluto e vengono dal Galles e vengono descritti come "vicini allo stile melodico di Circus Maximus e Seventh Wonder" quindi prog-power con taaaante tastiere e molto catchy, senza trascurare però l'aspetto tecnico.
Il disco verrà registrato nell'autunno 2010 e vedrà verosimilmente la luce nella primavera 2011, salvo complicazioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>L'etichetta danese di <b>Claus Jensen</b> cala gli assi ed inserisce nel proprio roster due band molto promettenti nel panorama progressive metal europeo.<br />
Gli <b>Halcyon Way</b>, americani di Atlanta, hanno già esordito con la Nightmare Records sfornando l'ottimo Manifesto for Domination e pubblicheranno il nuovo <i>Building the Towers</i> entro l'autunno 2010. A curare l'artwork c'è addirittura <b>Travis Smith</b> (Nevermore, Overkill, Opeth), e tra le collaborazioni troveremo la splendida voce di <b>Pamela Moore</b> (già in Operation:Mindcrime con i Queensryche).<br />
<br />
I <b>Lost in Thought</b> sono invece al loro esordio assoluto e vengono dal Galles e vengono descritti come "vicini allo stile melodico di Circus Maximus e Seventh Wonder" quindi prog-power con taaaante tastiere e molto catchy, senza trascurare però l'aspetto tecnico.<br />
Il disco verrà registrato nell'autunno 2010 e vedrà verosimilmente la luce nella primavera 2011, salvo complicazioni.</div>

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			<category domain="http://www.unprogged.com/forumdisplay.php?f=34">Notizie</category>
			<dc:creator>Ferruccio Battini</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">http://www.unprogged.com/showthread.php?t=5477</guid>
		</item>
		<item>
			<title>(Full / 200X) Sinestesia</title>
			<link>http://www.unprogged.com/showthread.php?t=5476&amp;goto=newpost</link>
			<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 21:35:14 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[Fortunatamente i *Sinestesia* non saranno ricordati dai progsters italiani soltanto per avere nelle proprie fila un ex partecipante di quell'abominio chiamato “La Pupa e il Secchione”: di sostanza infatti ce n'è in abbondanza ed *Alessandro Sala* è soprattutto un signor bassista, e non ha bisogno di vendersi come finto sfigato. 
Detto questo, dopo l'omonimo, validissimo debutto datato 2007, era anche lecito aspettarsi qualcosa di più da questo quintetto friulano autore di un prog-metal melodico dagli accenni power, impetuoso e solare, ma talvolta fine a sé stesso e costruito su sentieri ormai battuti fin troppo spesso.
La sensazione immediata è quella di avere davanti una band capace non solo di fare buona musica, ma anche di personalizzare la propria idea stilistica; sotto questo punto di vista si può ancora progredire, nonostante il songwriting sia già equilibrato e l'uso delle melodie azzeccatissimo.
L'opener Hero è un fulgido esempio di quanto appena affermato: approccio poderoso, cambi di atmosfera, sezione ritmica colorata e refrain di impatto, ma alla fine della traccia il fastidioso effetto “già sentito” si manifesta inesorabilmente. In realtà non ci sono scopiazzamenti: il problema risiede principalmente in quella personalità latente di cui sopra, che porta ad associare il sound dei Sinestesia a quello di decine di altre band del prog-metal melodico degli ultimi 15 anni.
Non che sia un male, comunque. La proposta di questo The Day After Flower risulta comunque brillante, e fa leva soprattutto su una orecchiabilità costante in tutti i brani, anche nei momenti più intricati. E questo è un grosso merito per *Riccardo De Vito* e soci.
In Feast tale qualità risalta in maniera particolare attraverso un riffing maledettamente efficace, e lo stesso De Vito mostra capacità vocali di indubbio spessore, tradite saltuariamente da una pronuncia migliorabile. Molto interessanti anche gli inserti tastieristici curati dal bravo *Alberto Bravin* (perdonatemi il bisticcio...).
Il livello più alto lo si raggiunge con la lunga e complessa The Birth, The Death, Trance By the River, che sopra un riff modello Metallica costruisce un brano ora arioso, poi più intenso, talvolta delicato, sicuramente punto di riferimento di quello che i Sinestesia potranno diventare con il prossimo disco. Godibilissimi i segmenti più morbidi, forti di un basso avvolgente come non mai, e perfetto il solo di chitarra di *Roberto De Micheli*, esplosione di suono dopo un mare di calma.
Il progressive rock qui sovrasta il lato metallico, utilizzando anche chitarre acustiche e cori in stile Shadow Gallery, ed è un bene perchè i friulani sembrano trovarsi decisamente a loro agio con questo linguaggio musicale. 
Molto più cattiva è Burning Times (Never Forget), vicina ai più recenti Symphony X e dall'incedere davvero impetuoso. Eccellente ancora una volta il lavoro della sezione ritmica (*Marchesich* dietro le pelli si conferma potente e poliedrico), ma il brano pecca in omogeneità. Violet ritorna invece su lidi leggiadri, guidata nuovamente dalle vibrazioni della sei corde acustica e da un'interpretazione vocale particolarmente convincente, mentre C.W.A. Prelude è, come palesa il titolo, una gagliarda introduzione strumentale alla altrettanto frizzante Cold War Apocalypse, sferzata prog-power che offre apprezzabili soluzioni melodiche e un piacevole guitar-work, ma paga l'eccessiva durata ed un po' di sovraffollamento negli arrangiamenti.
Decisamente riuscita è invece Twilight, sorretta da un approccio hard rock che sottolinea ancora una volta l'abilità dei Sinestesia nel confezionare linee melodiche di gran presa e rarà banalità. C'è spazio anche per qualche funambolismo di De Micheli alla chitarra, prima dell'approdo alla conclusiva Memento, sussurrata in italiano da De Vito con una vocalità molto profonda e di gran classe. Il brano è una ballad ricercata e raffinata quanto basta per chiudere positivamente un disco che, eccezion fatta per una personalità che ancora latita ma che sembra pronta a sbocciare definitivamente, dimostra la bontà del gruppo friulano, regalando un ascolto piacevole, forte anche del bel lavoro svolto in fase di mixing e produzione da parte del sempre mitico *Franz Di Cioccio*, che su questi ragazzi ha voluto scommettere. A ragion veduta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Fortunatamente i <b>Sinestesia</b> non saranno ricordati dai progsters italiani soltanto per avere nelle proprie fila un ex partecipante di quell'abominio chiamato “La Pupa e il Secchione”: di sostanza infatti ce n'è in abbondanza ed <b>Alessandro Sala</b> è soprattutto un signor bassista, e non ha bisogno di vendersi come finto sfigato. <br />
Detto questo, dopo l'omonimo, validissimo debutto datato 2007, era anche lecito aspettarsi qualcosa di più da questo quintetto friulano autore di un prog-metal melodico dagli accenni power, impetuoso e solare, ma talvolta fine a sé stesso e costruito su sentieri ormai battuti fin troppo spesso.<br />
La sensazione immediata è quella di avere davanti una band capace non solo di fare buona musica, ma anche di personalizzare la propria idea stilistica; sotto questo punto di vista si può ancora progredire, nonostante il songwriting sia già equilibrato e l'uso delle melodie azzeccatissimo.<br />
L'opener <i>Hero</i> è un fulgido esempio di quanto appena affermato: approccio poderoso, cambi di atmosfera, sezione ritmica colorata e refrain di impatto, ma alla fine della traccia il fastidioso effetto “già sentito” si manifesta inesorabilmente. In realtà non ci sono scopiazzamenti: il problema risiede principalmente in quella personalità latente di cui sopra, che porta ad associare il sound dei Sinestesia a quello di decine di altre band del prog-metal melodico degli ultimi 15 anni.<br />
Non che sia un male, comunque. La proposta di questo <i>The Day After Flower</i> risulta comunque brillante, e fa leva soprattutto su una orecchiabilità costante in tutti i brani, anche nei momenti più intricati. E questo è un grosso merito per <b>Riccardo De Vito</b> e soci.<br />
In <i>Feast</i> tale qualità risalta in maniera particolare attraverso un riffing maledettamente efficace, e lo stesso De Vito mostra capacità vocali di indubbio spessore, tradite saltuariamente da una pronuncia migliorabile. Molto interessanti anche gli inserti tastieristici curati dal bravo <b>Alberto Bravin</b> (perdonatemi il bisticcio...).<br />
Il livello più alto lo si raggiunge con la lunga e complessa <i>The Birth, The Death, Trance By the River</i>, che sopra un riff modello Metallica costruisce un brano ora arioso, poi più intenso, talvolta delicato, sicuramente punto di riferimento di quello che i Sinestesia potranno diventare con il prossimo disco. Godibilissimi i segmenti più morbidi, forti di un basso avvolgente come non mai, e perfetto il solo di chitarra di <b>Roberto De Micheli</b>, esplosione di suono dopo un mare di calma.<br />
Il progressive rock qui sovrasta il lato metallico, utilizzando anche chitarre acustiche e cori in stile Shadow Gallery, ed è un bene perchè i friulani sembrano trovarsi decisamente a loro agio con questo linguaggio musicale. <br />
Molto più cattiva è <i>Burning Times (Never Forget)</i>, vicina ai più recenti Symphony X e dall'incedere davvero impetuoso. Eccellente ancora una volta il lavoro della sezione ritmica (<b>Marchesich</b> dietro le pelli si conferma potente e poliedrico), ma il brano pecca in omogeneità. <i>Violet</i> ritorna invece su lidi leggiadri, guidata nuovamente dalle vibrazioni della sei corde acustica e da un'interpretazione vocale particolarmente convincente, mentre <i>C.W.A. Prelude </i>è, come palesa il titolo, una gagliarda introduzione strumentale alla altrettanto frizzante <i>Cold War Apocalypse</i>, sferzata prog-power che offre apprezzabili soluzioni melodiche e un piacevole guitar-work, ma paga l'eccessiva durata ed un po' di sovraffollamento negli arrangiamenti.<br />
Decisamente riuscita è invece <i>Twilight</i>, sorretta da un approccio hard rock che sottolinea ancora una volta l'abilità dei Sinestesia nel confezionare linee melodiche di gran presa e rarà banalità. C'è spazio anche per qualche funambolismo di De Micheli alla chitarra, prima dell'approdo alla conclusiva <i>Memento</i>, sussurrata in italiano da De Vito con una vocalità molto profonda e di gran classe. Il brano è una ballad ricercata e raffinata quanto basta per chiudere positivamente un disco che, eccezion fatta per una personalità che ancora latita ma che sembra pronta a sbocciare definitivamente, dimostra la bontà del gruppo friulano, regalando un ascolto piacevole, forte anche del bel lavoro svolto in fase di mixing e produzione da parte del sempre mitico <b>Franz Di Cioccio</b>, che su questi ragazzi ha voluto scommettere. A ragion veduta.</div>

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			<category domain="http://www.unprogged.com/forumdisplay.php?f=29">Nuove Uscite</category>
			<dc:creator>Ferruccio Battini</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">http://www.unprogged.com/showthread.php?t=5476</guid>
		</item>
		<item>
			<title>(Full / 200X) La Maschera di Cera</title>
			<link>http://www.unprogged.com/showthread.php?t=5475&amp;goto=newpost</link>
			<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 21:18:31 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[E' la sezione ritmica dei Finisterre a dar vita ad una delle progressive band italiane più prolifiche ed apprezzate dell'ultimo decennio, e non solo sul territorio nazionale (è del 2007 la partecipazione al prestigioso NEARfest statunitense, storica rassegna internazionale del prog rock).
Sono infatti *Marco Cavani* (poi sostituito da *Maurizio Di Tollo*) , *Agostino Macor* e l'iperattivo (ed ipercreativo) *Fabio Zuffanti* a creare i *La Maschera di Cera* nel 2001, per esordire discograficamente l'anno seguente con l'album omonimo. Un successo che si è consolidato rapidamente, grazie ad una qualità nelle uscite ben oltre la media e ad una proposta musicale capace di miscelare sapientemente il meglio della tradizione progressiva italiana dei '70 con la dinamicità e l'energia del prog rock eclettico attuale, unita ad un pizzico di romanticismo neoprogressivo che male mai non fa.
Se *Il Grande Labirinto* e *LuxAde* avevano affinato la capacità di scrittura di Zuffanti e soci, questo Petali di Fuoco porta il gruppo ad una reale presa di coscienza delle proprie capacità, essendo caratterizzato da una vena strumentale più spiccata che nel passato e da brani maturi, ancor più incisivi e ricchi di sfumature, con il flauto di *Andrea Monetti* ad abbellire le fasi più concitate con grande classe. La verà novità tuttavia è l'ingresso di una chitarra elettrica, quella di *Matteo Nahum*, che regala di fatto ai La Maschera di Cera nuovi orizzonti musicali ed un sound decisamente più rock oriented e dallo spessore notevolmente maggiore. Tranquilli comunque, le sezioni più morbide non sono scomparse e si avvalgono di eccellenti parti acustiche di genesisiana memoria.
La voce di *Alessandro Corvaglia* sembra inoltre anch'essa più sicura, grintosa e audace, e quella tonalità lievemente rude le regala una particolarità che il cantante sa bene come sfruttare, soprattutto nelle parti più drammatiche e tese.
Petali di Fuoco è quindi quanto di buono avremmo potuto attenderci da una band coesa e collaudata come questa, e che la qualità sia elevata lo capiamo già dalla brillante Fino all'Aurora, straripante di tastiere e guidata da un refrain avvincente; altrettanto convincente è D-Sigma, profumata di hard rock e caratterizzata da un solo centrale decisamente ispirato.
Un attimo di respiro con il vellutato frammento acustico di 4.18 ed è tempo di jazz-rock con Discesa, vicina per stile ed approccio a certi brani degli Arti & Mestieri e agli esordi del Banco. Eccellente ancora una volta l'utilizzo del moog da parte del buon *Agostino Macor*, autentico mattatore per larga parte del disco, e curioso nonché azzeccato l'utilizzo delle spazzole sul finale.
Tra Due Petali di Fuoco richiama i fasti di LuxAde grazie alla forte componente acustica e ad atmosfere sospese nel vuoto, rese vivide dal dolce flauto di Monetti, qui davvero a suo agio; L'Inganno gioca col suo stesso titolo, tra un incedere inquieto costruito sul cupissimo basso di Zuffanti ed aperture elettriche che donano nuova linfa al brano.
Piccola sbavatura per Agli Uomini che Sanno Già Volare: l'interpretazione di Corvaglia è notevole, ma la traccia stenta a decollare con gli ascolti, complice una lentezza forse eccessiva che stride col resto dell'album, così come la linearità degli arrangiamenti.
Splendida è invece l'accoppiata Il Declino / Phoenix, probabilmente il punto più alto dell'opera: l'hard prog della prima, spalleggiato da ritmiche davvero divertenti, è un concentrato di energia spezzato soltanto da un riuscito break di pianoforte e flauto che la congiunge alla seguente, in un crescendo di note caratterizzato da gagliardi unisoni strumentali sui quali si staglia la poderosa batteria di Di Tollo, puntuale e mai invasivo per tutta la durata del disco.
La rilassata raffinatezza de La Notte Trasparente, che si fa poi piacevolmente ruvida grazie anche al bel solo elettrico di Nahum, conclude un lavoro che soddisferà i tanti che già si erano appassionati alle peripezie de La Maschera di Cera. Per tutti gli altri sarà una ragione in più per dare una chance a questa bella realtà tutta italiana, promossa a pieni voti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>E' la sezione ritmica dei Finisterre a dar vita ad una delle progressive band italiane più prolifiche ed apprezzate dell'ultimo decennio, e non solo sul territorio nazionale (è del 2007 la partecipazione al prestigioso NEARfest statunitense, storica rassegna internazionale del prog rock).<br />
Sono infatti <b>Marco Cavani</b> (poi sostituito da <b>Maurizio Di Tollo</b>) , <b>Agostino Macor</b> e l'iperattivo (ed ipercreativo) <b>Fabio Zuffanti</b> a creare i <b>La Maschera di Cera</b> nel 2001, per esordire discograficamente l'anno seguente con l'album omonimo. Un successo che si è consolidato rapidamente, grazie ad una qualità nelle uscite ben oltre la media e ad una proposta musicale capace di miscelare sapientemente il meglio della tradizione progressiva italiana dei '70 con la dinamicità e l'energia del prog rock eclettico attuale, unita ad un pizzico di romanticismo neoprogressivo che male mai non fa.<br />
Se <b>Il Grande Labirinto</b> e <b>LuxAde</b> avevano affinato la capacità di scrittura di Zuffanti e soci, questo <i>Petali di Fuoco</i> porta il gruppo ad una reale presa di coscienza delle proprie capacità, essendo caratterizzato da una vena strumentale più spiccata che nel passato e da brani maturi, ancor più incisivi e ricchi di sfumature, con il flauto di <b>Andrea Monetti</b> ad abbellire le fasi più concitate con grande classe. La verà novità tuttavia è l'ingresso di una chitarra elettrica, quella di <b>Matteo Nahum</b>, che regala di fatto ai La Maschera di Cera nuovi orizzonti musicali ed un sound decisamente più rock oriented e dallo spessore notevolmente maggiore. Tranquilli comunque, le sezioni più morbide non sono scomparse e si avvalgono di eccellenti parti acustiche di genesisiana memoria.<br />
La voce di <b>Alessandro Corvaglia</b> sembra inoltre anch'essa più sicura, grintosa e audace, e quella tonalità lievemente rude le regala una particolarità che il cantante sa bene come sfruttare, soprattutto nelle parti più drammatiche e tese.<br />
Petali di Fuoco è quindi quanto di buono avremmo potuto attenderci da una band coesa e collaudata come questa, e che la qualità sia elevata lo capiamo già dalla brillante <i>Fino all'Aurora</i>, straripante di tastiere e guidata da un refrain avvincente; altrettanto convincente è <i>D-Sigma</i>, profumata di hard rock e caratterizzata da un solo centrale decisamente ispirato.<br />
Un attimo di respiro con il vellutato frammento acustico di <i>4.18</i> ed è tempo di jazz-rock con <i>Discesa</i>, vicina per stile ed approccio a certi brani degli Arti &amp; Mestieri e agli esordi del Banco. Eccellente ancora una volta l'utilizzo del moog da parte del buon <b>Agostino Macor</b>, autentico mattatore per larga parte del disco, e curioso nonché azzeccato l'utilizzo delle spazzole sul finale.<br />
<i>Tra Due Petali di Fuoco</i> richiama i fasti di LuxAde grazie alla forte componente acustica e ad atmosfere sospese nel vuoto, rese vivide dal dolce flauto di Monetti, qui davvero a suo agio; <i>L'Inganno</i> gioca col suo stesso titolo, tra un incedere inquieto costruito sul cupissimo basso di Zuffanti ed aperture elettriche che donano nuova linfa al brano.<br />
Piccola sbavatura per <i>Agli Uomini che Sanno Già Volare</i>: l'interpretazione di Corvaglia è notevole, ma la traccia stenta a decollare con gli ascolti, complice una lentezza forse eccessiva che stride col resto dell'album, così come la linearità degli arrangiamenti.<br />
Splendida è invece l'accoppiata <i>Il Declino</i> / <i>Phoenix</i>, probabilmente il punto più alto dell'opera: l'hard prog della prima, spalleggiato da ritmiche davvero divertenti, è un concentrato di energia spezzato soltanto da un riuscito break di pianoforte e flauto che la congiunge alla seguente, in un crescendo di note caratterizzato da gagliardi unisoni strumentali sui quali si staglia la poderosa batteria di Di Tollo, puntuale e mai invasivo per tutta la durata del disco.<br />
La rilassata raffinatezza de <i>La Notte Trasparente</i>, che si fa poi piacevolmente ruvida grazie anche al bel solo elettrico di Nahum, conclude un lavoro che soddisferà i tanti che già si erano appassionati alle peripezie de La Maschera di Cera. Per tutti gli altri sarà una ragione in più per dare una chance a questa bella realtà tutta italiana, promossa a pieni voti.</div>

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			<category domain="http://www.unprogged.com/forumdisplay.php?f=29">Nuove Uscite</category>
			<dc:creator>Ferruccio Battini</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Steve Hackett</title>
			<link>http://www.unprogged.com/showthread.php?t=5474&amp;goto=newpost</link>
			<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 20:55:59 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[CICHLA TEMENSIS
 e
STEVE HACKETT ELECTRIC BAND
 
 
Domenica 1 agosto:
Piazza Unità d'Italia
Trieste
h. 21.00
Ingresso libero



Domenica 1 agosto 2010 si chiude la VII Edizione del Trieste Summer Rock. Un'edizione dedicata alle leggende del rock internazionale: dopo l'apertura con i Focus dall'Olanda e la seconda serata con i Grandmothers Re:Invented dagli USA, a Trieste arriva uno dei più importanti chitarristi della storia del rock: Steve Hackett!

Nato il 12 febbraio 1950 ed entrato nei Genesis alla fine del 1970, Steve Hackett ha partecipato a straordinari album del gruppo guidato da Peter Gabriel come Foxtrot (1972) e The Lamb Lies Down On Broadway (1974). Il suo influente e romantico stile chitarristico è entrato nella leggenda grazie a brani come Horizons e Firth Of Fifth, ancora oggiAggiungi un appuntamento per oggi ricordati come pietre miliari nella storia della chitarra moderna.

Uscito dai Genesis nel 1977, Hackett ha cominciato una formidabile carriera solista, diventando uno dei principali protagonisti internazionali del suo strumento: il suo ultimo album Out Of The Tunnel Mouth è uscito di recente e ha conquistato notevoli apprezzamenti critici. Con una vasta discografia composta da più di 20 album, Hackett è considerato un compositore unico nel suo genere, capace di spaziare dal rock elettrico all'acustico, dal progressive moderno al classico, dal blues alla world music. A Trieste chiude il  tour estivo italiano con la sua band elettrica, con vecchi e nuovi membri come Roger King (tastiere), Gary O' Toole (batteria e percussioni), Rob Townsend (sax e flauto), Nick Beggs (basso), Amanda Lehmann (chitarra e cori).

In apertura di concerto, una attesissima band direttamente dal Giappone: i Cichla Temensis. Il gruppo di Yokohama ha pubblicato due album e fa parte della scuderia Poseidon, un'attiva casa discografica nipponica specializzata in progressive-rock: è un trio anomalo, con basso, batteria e flauto, a cavallo tra i Jethro Tull e il rock-jazz. La presenza dei Cichla è all'interno di un progetto di scambio culturale tra Trieste e il Giappone, ideato dall'Associazione Musica Libera. La nuova edizione del Summer Rock è inserita come sempre nel cartellone di Serestate e gode della direzione artistica di Davide Casali, coordinatore dell'Ass. Musica Libera. Anche l'ultima serata è gratis nella favolosa Piazza Unità d'Italia a Trieste.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><font size="5">CICHLA TEMENSIS<br />
 e<br />
STEVE HACKETT ELECTRIC BAND</font><br />
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<font size="5"><div align="center">Domenica 1 agosto:<br />
Piazza Unità d'Italia<br />
Trieste<br />
h. 21.00<br />
Ingresso libero</div></font><br />
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Domenica 1 agosto 2010 si chiude la VII Edizione del Trieste Summer Rock. Un'edizione dedicata alle leggende del rock internazionale: dopo l'apertura con i Focus dall'Olanda e la seconda serata con i Grandmothers Re:Invented dagli USA, a Trieste arriva uno dei più importanti chitarristi della storia del rock: Steve Hackett!<br />
<br />
Nato il 12 febbraio 1950 ed entrato nei Genesis alla fine del 1970, Steve Hackett ha partecipato a straordinari album del gruppo guidato da Peter Gabriel come Foxtrot (1972) e The Lamb Lies Down On Broadway (1974). Il suo influente e romantico stile chitarristico è entrato nella leggenda grazie a brani come Horizons e Firth Of Fifth, ancora oggiAggiungi un appuntamento per oggi ricordati come pietre miliari nella storia della chitarra moderna.<br />
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Uscito dai Genesis nel 1977, Hackett ha cominciato una formidabile carriera solista, diventando uno dei principali protagonisti internazionali del suo strumento: il suo ultimo album Out Of The Tunnel Mouth è uscito di recente e ha conquistato notevoli apprezzamenti critici. Con una vasta discografia composta da più di 20 album, Hackett è considerato un compositore unico nel suo genere, capace di spaziare dal rock elettrico all'acustico, dal progressive moderno al classico, dal blues alla world music. A Trieste chiude il  tour estivo italiano con la sua band elettrica, con vecchi e nuovi membri come Roger King (tastiere), Gary O' Toole (batteria e percussioni), Rob Townsend (sax e flauto), Nick Beggs (basso), Amanda Lehmann (chitarra e cori).<br />
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In apertura di concerto, una attesissima band direttamente dal Giappone: i Cichla Temensis. Il gruppo di Yokohama ha pubblicato due album e fa parte della scuderia Poseidon, un'attiva casa discografica nipponica specializzata in progressive-rock: è un trio anomalo, con basso, batteria e flauto, a cavallo tra i Jethro Tull e il rock-jazz. La presenza dei Cichla è all'interno di un progetto di scambio culturale tra Trieste e il Giappone, ideato dall'Associazione Musica Libera. La nuova edizione del Summer Rock è inserita come sempre nel cartellone di Serestate e gode della direzione artistica di Davide Casali, coordinatore dell'Ass. Musica Libera. Anche l'ultima serata è gratis nella favolosa Piazza Unità d'Italia a Trieste.</div>

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			<category domain="http://www.unprogged.com/forumdisplay.php?f=34">Notizie</category>
			<dc:creator>Ferruccio Battini</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">http://www.unprogged.com/showthread.php?t=5474</guid>
		</item>
		<item>
			<title>(Full / 200X) Come le Foglie</title>
			<link>http://www.unprogged.com/showthread.php?t=5473&amp;goto=newpost</link>
			<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 20:45:00 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[E' un ritorno a sorpresa quello dei *Come le Foglie*, formazione milanese dell'era d'oro del progressivo italiano, capace di aprire il palco a nomi del calibro di Osanna e PFM ritagliandosi una onesta fetta di appassionati, senza tuttavia lasciare mai il segno nella storia musicale italiana, complice la mancata pubblicazione di un vero e proprio album.
Capita quindi a fagiuolo questa “operazione rilancio” voluta dalla AMS e dalla Vololibero Edizioni, e distribuita dalla sempre attenta BTF, etichetta dal catalogo profondamente prog e storicamente vicina alle band nostrane.
Aliante è un riassunto di 30 anni di storia ed è testimonianza di come la passione per la musica possa sopravvivere e tornare a splendere anche dopo anni di inattività.
Dopo alcune demo artigianali infatti, il terzetto meneghino formato da *Giancarlo Galli*, *Attilio Zanchi* e *Claudio Lugli* si sciolse svanendo letteralmente nel nulla e lasciando ben poco della propria esperienza musicale, peraltro intensa ed energica soprattutto dal vivo.
Fu nel 2005 che *Claudio Fucci*, cantante italiano dal passato glorioso e già collaboratore dei Come le Foglie, riuscì a ricongiungere i tre musicisti milanesi facendo loro riscoprire un'armonia mai sopita, che aveva soltanto bisogno di tornare a vivere per dimostrare la propria forza.
In Aliante troviamo 16 brani, ma soltanto 9 di questi sono nuove registrazioni ex novo di brani appartenenti a quel periodo: i rimanenti sono invece veraci, dal suono ancora originale seppur ripulito per un migliore ascolto. Sono canzoni vere, con la C maiuscola, tradiscono l'amore del gruppo per il rock anni 60 (Joni Mitchell e Corsby, Still & Nash sono i riferimenti primari), mescolato a lampi di psichedelia, svisate blues, vibranti sensazioni folk.
Brani come Incoscienza, ingenua nel suo incedere a base di chitarra classica ma anche terribilmente sincera, la delicatissima Amalfi, poetica cartolina musicale, o la struggente Gli Ombrelli di Volterra,  omaggio ai Beatles in salsa italiana, trasmettono tutta la freschezza e la spensieratezza di un periodo dove fare musica era gioia di vivere, onestà artistica purissima e leggiadra, forse talvolta sempliciotta ma pur sempre audace ed autentica.
Le canzoni fresche di restyling regalano invece una band che pare non risentire affatto dell'età, nè dei tanti anni trascorsi senza suonare: l'immediatezza del rock di Come le Foglie è da tramandare ai posteri, vera e propria lezione di stile ai tanti wannabies che si affacciano nel panorama italiano proponendo concetti artefatti e commerciali. 
Mago del Tempo veleggia tra il prog acustico degli anni 70 ed i primi approcci pop/beat dei Genesis di From Genesis to Revelation, L'Aliante è un volo placido e jazzato, e T.J. si addentra in un cantato inglese che, pur tradendo palesemente l'accento italico, asseconda un brano avvolgente e caratterizzato da un basso corposo; il lato cantautorale dei Come le Foglie torna a farsi largo in Cara Milano, altro pezzo tipicamente rock, cadenzato ed autobiografico, vagamente penalizzato dalle metriche azzardate, ma comunque godibile.
Sono violino e percussioni a tratteggiare l'ispirata psichedelia di Realtà, brano vocalmente splendido e musicalmente ardito, mentre in Gloria e il Pilota riecheggia la storia dei migliori cantautori italiani, fin quasi a sembrare una ghost track di Rimmel.
Birds e Isola di Hydra consentono di apprezzare una volta di più le straordinarie doti vocali del terzetto milanese, con qualche barlume di malinconia, forse per i tempi che furono: periodi che tornano a vivere alla grande in questo bell'omaggio discografico ad una band da (ri)scoprire e da assaporare con la stessa compostezza e genuinità che caratterizza la loro musica. Diamo il bentornato ai Come le Foglie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>E' un ritorno a sorpresa quello dei <b>Come le Foglie</b>, formazione milanese dell'era d'oro del progressivo italiano, capace di aprire il palco a nomi del calibro di Osanna e PFM ritagliandosi una onesta fetta di appassionati, senza tuttavia lasciare mai il segno nella storia musicale italiana, complice la mancata pubblicazione di un vero e proprio album.<br />
Capita quindi a fagiuolo questa “operazione rilancio” voluta dalla AMS e dalla Vololibero Edizioni, e distribuita dalla sempre attenta BTF, etichetta dal catalogo profondamente prog e storicamente vicina alle band nostrane.<br />
<i>Aliante</i> è un riassunto di 30 anni di storia ed è testimonianza di come la passione per la musica possa sopravvivere e tornare a splendere anche dopo anni di inattività.<br />
Dopo alcune demo artigianali infatti, il terzetto meneghino formato da <b>Giancarlo Galli</b>, <b>Attilio Zanchi</b> e <b>Claudio Lugli</b> si sciolse svanendo letteralmente nel nulla e lasciando ben poco della propria esperienza musicale, peraltro intensa ed energica soprattutto dal vivo.<br />
Fu nel 2005 che <b>Claudio Fucci</b>, cantante italiano dal passato glorioso e già collaboratore dei Come le Foglie, riuscì a ricongiungere i tre musicisti milanesi facendo loro riscoprire un'armonia mai sopita, che aveva soltanto bisogno di tornare a vivere per dimostrare la propria forza.<br />
In Aliante troviamo 16 brani, ma soltanto 9 di questi sono nuove registrazioni ex novo di brani appartenenti a quel periodo: i rimanenti sono invece veraci, dal suono ancora originale seppur ripulito per un migliore ascolto. Sono canzoni vere, con la C maiuscola, tradiscono l'amore del gruppo per il rock anni 60 (Joni Mitchell e Corsby, Still &amp; Nash sono i riferimenti primari), mescolato a lampi di psichedelia, svisate blues, vibranti sensazioni folk.<br />
Brani come <i>Incoscienza</i>, ingenua nel suo incedere a base di chitarra classica ma anche terribilmente sincera, la delicatissima <i>Amalfi</i>, poetica cartolina musicale, o la struggente <i>Gli Ombrelli di Volterra</i>,  omaggio ai Beatles in salsa italiana, trasmettono tutta la freschezza e la spensieratezza di un periodo dove fare musica era gioia di vivere, onestà artistica purissima e leggiadra, forse talvolta sempliciotta ma pur sempre audace ed autentica.<br />
Le canzoni fresche di restyling regalano invece una band che pare non risentire affatto dell'età, nè dei tanti anni trascorsi senza suonare: l'immediatezza del rock di Come le Foglie è da tramandare ai posteri, vera e propria lezione di stile ai tanti wannabies che si affacciano nel panorama italiano proponendo concetti artefatti e commerciali. <br />
<i>Mago del Tempo</i> veleggia tra il prog acustico degli anni 70 ed i primi approcci pop/beat dei Genesis di From Genesis to Revelation, <i>L'Aliante</i> è un volo placido e jazzato, e <i>T.J.</i> si addentra in un cantato inglese che, pur tradendo palesemente l'accento italico, asseconda un brano avvolgente e caratterizzato da un basso corposo; il lato cantautorale dei Come le Foglie torna a farsi largo in <i>Cara Milano</i>, altro pezzo tipicamente rock, cadenzato ed autobiografico, vagamente penalizzato dalle metriche azzardate, ma comunque godibile.<br />
Sono violino e percussioni a tratteggiare l'ispirata psichedelia di <i>Realtà</i>, brano vocalmente splendido e musicalmente ardito, mentre in <i>Gloria e il Pilota</i> riecheggia la storia dei migliori cantautori italiani, fin quasi a sembrare una ghost track di Rimmel.<br />
<i>Birds</i> e <i>Isola di Hydra</i> consentono di apprezzare una volta di più le straordinarie doti vocali del terzetto milanese, con qualche barlume di malinconia, forse per i tempi che furono: periodi che tornano a vivere alla grande in questo bell'omaggio discografico ad una band da (ri)scoprire e da assaporare con la stessa compostezza e genuinità che caratterizza la loro musica. Diamo il bentornato ai Come le Foglie.</div>

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			<category domain="http://www.unprogged.com/forumdisplay.php?f=29">Nuove Uscite</category>
			<dc:creator>Ferruccio Battini</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">http://www.unprogged.com/showthread.php?t=5473</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Unprogged Nights #2</title>
			<link>http://www.unprogged.com/showthread.php?t=5471&amp;goto=newpost</link>
			<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 15:18:37 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[Unprogged Nights #2 è stato il secondo evento live organizzato da Unprogged.com.
Abbiamo ospitato i Memories Lab, che sono stati gli headliners della serata. L'opening act è stato affidato ai Blind Secrets, ai Repsel e Il Grande Scisma d'Oriente.

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			<content:encoded><![CDATA[<div>Unprogged Nights #2 è stato il secondo evento live organizzato da Unprogged.com.<br />
Abbiamo ospitato i Memories Lab, che sono stati gli headliners della serata. L'opening act è stato affidato ai Blind Secrets, ai Repsel e Il Grande Scisma d'Oriente.<br />
<br />
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			<category domain="http://www.unprogged.com/forumdisplay.php?f=42">Reportages</category>
			<dc:creator>Marco Gregori</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">http://www.unprogged.com/showthread.php?t=5471</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Unprogged Nights #1</title>
			<link>http://www.unprogged.com/showthread.php?t=5470&amp;goto=newpost</link>
			<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 15:06:57 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[Unprogged Nights #1 è stato il primo evento live organizzato da Unprogged.com.
Abbiamo ospitato la data romana dell' Italian Chaos Tour 2010 dei Chaoswave (reduci da una trionfale tournè europea a supporto degli Evergrey), che sono stati gli headliners della serata. L'opening act è stato affidato ai Noumeno, ai Reapter e agli Infinita Symphonia.

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			<content:encoded><![CDATA[<div>Unprogged Nights #1 è stato il primo evento live organizzato da Unprogged.com.<br />
Abbiamo ospitato la data romana dell' Italian Chaos Tour 2010 dei Chaoswave (reduci da una trionfale tournè europea a supporto degli Evergrey), che sono stati gli headliners della serata. L'opening act è stato affidato ai Noumeno, ai Reapter e agli Infinita Symphonia.<br />
<br />
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			<category domain="http://www.unprogged.com/forumdisplay.php?f=42">Reportages</category>
			<dc:creator>Marco Gregori</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Opeth</title>
			<link>http://www.unprogged.com/showthread.php?t=5469&amp;goto=newpost</link>
			<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 14:20:12 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[GLI OPETH PUBBLICHERANNO  IN LIVE CONCERT AT THE ROYAL ALBERT HALL

CONTENENTE “EVOLUTION XX: AN OPETH ANTHOLOGY”

 

“Il notevole gruppo svedese Opeth è ad un livello dove la fantasia diventa arte”. – New York Times

 

Gli Opeth quest’anno festeggiano i loro primi 20 anni di carriera pubblicando il 21 settembre un DVD contenente la loro recente performance alla Royal Albert Hall di Londra. In Live Concert at the Royal Albert Hall testimonia il successo sempre più crescente all’interno della comunità progressive metal.

 

Dopo vent’anni e nove dischi lo spirito creativo degli Opeth è rimasto immutato e ha preso forma nell’“Evolution XX: An Opeth Anthology” tour, che ha portato la band svedese a suonare sei concerti unici, tra cui quello londinese.

 

La performance alla Royal Albert Hall (registrata il 5 aprile 2010) include due set: il primo è quello di Blackwater Park (loro classic del 2000) suonato per intero; il secondo ripercorre cronologicamente il loro catalogo, per oltre tre ore di musica. L’artwork del DVD è un tributo al classico dei Deep Purple Concerto for Group and Orchestra. 

 

Ricordando il concerto, il frontman Mikael Åkerfeldt dichiara "Gli Opeth hanno vissuto una note magica alla Royal Albert Hall. È come un sogno divenuto realtà e ancora oggi sembra un sogno. Abbiamo filmato il tutto e ora posso dire che il nostro terzo DVD risulta il mio preferito. Si pensi a tutti i fantastici artisti che hanno suonato là negli anni… Si tratta del miglior regalo di compleanno per il nostro ventesimo anniversario”.

 

In Live Concert at the Royal Albert Hall sarà disponibile in tre versioni:

-       Limited Edition Vinyl Box Set, comprendente:
 
·         Il doppio DVD della performance degli Opeth alla leggendaria Royal Albert Hall di Londra, oltre a materiale bonus. 
·         4 LP da 180 grammi.
·         Una litografia numerata con l’artwork disegnato da Mikael Åkerfeldt e Travis Smith.
·         Un booklet di 20 pagine formato vinile
·         Un artwork esclusivo
 
 
-       Box set con 5 dischi (2 DVD e 3 CD)
 
-       Doppio DVD
 
 
La tracklist è la seguente:

 


Set 1

·         THE LEPER AFFINITY
·         BLEAK
·         HARVEST
·         THE DRAPERY FALLS
·         DIRGE FOR NOVEMBER
·         THE FUNERAL PORTRAIT
·         PATTERNS IN THE IVY
·         BLACKWATER PARK
 
Set 2

·         FOREST OF OCTOBER
·         ADVENT
·         APRIL ETHEREAL
·         THE MOOR
·         WREATH
·         HOPE LEAVES
·         HARLEQUIN FOREST
·         THE LOTUS EATER]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>GLI OPETH PUBBLICHERANNO  IN LIVE CONCERT AT THE ROYAL ALBERT HALL<br />
<br />
CONTENENTE “EVOLUTION XX: AN OPETH ANTHOLOGY”<br />
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“Il notevole gruppo svedese Opeth è ad un livello dove la fantasia diventa arte”. – New York Times<br />
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Gli Opeth quest’anno festeggiano i loro primi 20 anni di carriera pubblicando il 21 settembre un DVD contenente la loro recente performance alla Royal Albert Hall di Londra. In Live Concert at the Royal Albert Hall testimonia il successo sempre più crescente all’interno della comunità progressive metal.<br />
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Dopo vent’anni e nove dischi lo spirito creativo degli Opeth è rimasto immutato e ha preso forma nell’“Evolution XX: An Opeth Anthology” tour, che ha portato la band svedese a suonare sei concerti unici, tra cui quello londinese.<br />
<br />
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La performance alla Royal Albert Hall (registrata il 5 aprile 2010) include due set: il primo è quello di Blackwater Park (loro classic del 2000) suonato per intero; il secondo ripercorre cronologicamente il loro catalogo, per oltre tre ore di musica. L’artwork del DVD è un tributo al classico dei Deep Purple Concerto for Group and Orchestra. <br />
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Ricordando il concerto, il frontman Mikael Åkerfeldt dichiara "Gli Opeth hanno vissuto una note magica alla Royal Albert Hall. È come un sogno divenuto realtà e ancora oggi sembra un sogno. Abbiamo filmato il tutto e ora posso dire che il nostro terzo DVD risulta il mio preferito. Si pensi a tutti i fantastici artisti che hanno suonato là negli anni… Si tratta del miglior regalo di compleanno per il nostro ventesimo anniversario”.<br />
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In Live Concert at the Royal Albert Hall sarà disponibile in tre versioni:<br />
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-       Limited Edition Vinyl Box Set, comprendente:<br />
 <br />
·         Il doppio DVD della performance degli Opeth alla leggendaria Royal Albert Hall di Londra, oltre a materiale bonus. <br />
·         4 LP da 180 grammi.<br />
·         Una litografia numerata con l’artwork disegnato da Mikael Åkerfeldt e Travis Smith.<br />
·         Un booklet di 20 pagine formato vinile<br />
·         Un artwork esclusivo<br />
 <br />
 <br />
-       Box set con 5 dischi (2 DVD e 3 CD)<br />
 <br />
-       Doppio DVD<br />
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La tracklist è la seguente:<br />
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Set 1<br />
<br />
·         THE LEPER AFFINITY<br />
·         BLEAK<br />
·         HARVEST<br />
·         THE DRAPERY FALLS<br />
·         DIRGE FOR NOVEMBER<br />
·         THE FUNERAL PORTRAIT<br />
·         PATTERNS IN THE IVY<br />
·         BLACKWATER PARK<br />
 <br />
Set 2<br />
<br />
·         FOREST OF OCTOBER<br />
·         ADVENT<br />
·         APRIL ETHEREAL<br />
·         THE MOOR<br />
·         WREATH<br />
·         HOPE LEAVES<br />
·         HARLEQUIN FOREST<br />
·         THE LOTUS EATER</div>

]]></content:encoded>
			<category domain="http://www.unprogged.com/forumdisplay.php?f=34">Notizie</category>
			<dc:creator>Marco Gregori</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">http://www.unprogged.com/showthread.php?t=5469</guid>
		</item>
		<item>
			<title>James LaBrie</title>
			<link>http://www.unprogged.com/showthread.php?t=5468&amp;goto=newpost</link>
			<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 05:52:33 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[Tramite il link accanto potrete scoltare "One more time" canzone estratta da "Static Impulse", il nuovo disco solista del cantante dei Dream Theater. Lasciamo a voi il giudizio sulla canzone, ma possiamo anticiparvi che ascolterete qualcosa di insolito per James...

Il tastierista Matt Guillory, ormai collaboratore fisso di LaBrie ha commentato con queste parole:

---Quote---
One More Time is sort of a marriage of old-school progressive elements and modern melodic death metal. We wanted to have a drastic contrast between what's going on in the verses and what's going on in the choruses. There's almost a pop feel near the end where both James' vocals and my vocals start layering in different ways. Lyrically, the song is about dealing with the loss of a loved one.
---End Quote---
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Tramite il link accanto potrete scoltare "One more time" canzone estratta da "Static Impulse", il nuovo disco solista del cantante dei Dream Theater. Lasciamo a voi il giudizio sulla canzone, ma possiamo anticiparvi che ascolterete qualcosa di insolito per James...<br />
<br />
Il tastierista Matt Guillory, ormai collaboratore fisso di LaBrie ha commentato con queste parole:<br />
<div style="margin:20px; margin-top:5px; ">
	<div class="smallfont" style="margin-bottom:2px">Cita:</div>
	<table cellpadding="4" cellspacing="0" border="0" width="100%">
	<tr>
		<td class="alt2">
			<hr />
			
				One More Time is sort of a marriage of old-school progressive elements and modern melodic death metal. We wanted to have a drastic contrast between what's going on in the verses and what's going on in the choruses. There's almost a pop feel near the end where both James' vocals and my vocals start layering in different ways. Lyrically, the song is about dealing with the loss of a loved one.
			
			<hr />
		</td>
	</tr>
	</table>
</div></div>

]]></content:encoded>
			<category domain="http://www.unprogged.com/forumdisplay.php?f=34">Notizie</category>
			<dc:creator>Marco Termine</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">http://www.unprogged.com/showthread.php?t=5468</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Neverdream</title>
			<link>http://www.unprogged.com/showthread.php?t=5467&amp;goto=newpost</link>
			<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 13:59:10 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[Neverdream ci comunica che, purtroppo, a seguito di problemi tecnici non legati alla band, al management e all'etichetta, l'uscita del 3° Album "Said" è stata posticipata al 10 Settembre. 
Si ricorda che potete comunque acquistare l'Album in tutti gli stores digitali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Neverdream ci comunica che, purtroppo, a seguito di problemi tecnici non legati alla band, al management e all'etichetta, l'uscita del 3° Album "Said" è stata posticipata al 10 Settembre. <br />
Si ricorda che potete comunque acquistare l'Album in tutti gli stores digitali.</div>

]]></content:encoded>
			<category domain="http://www.unprogged.com/forumdisplay.php?f=34">Notizie</category>
			<dc:creator>Marco Gregori</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">http://www.unprogged.com/showthread.php?t=5467</guid>
		</item>
		<item>
			<title>(Full / 200X) Asia</title>
			<link>http://www.unprogged.com/showthread.php?t=5466&amp;goto=newpost</link>
			<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 11:38:45 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[Cosa succede se metti insieme elementi delle maggiori formazioni del progressive d’annata? Semplice, nascono gli Asia,supergruppo che dal 1981 ha pubblicato 8 album, che poco han mantenuto delle caratteristiche proprie delle band di origine (precisamente, Yes, King Crimson e Emerson, Lake & Palmer).
Il successo dell’esordio omonimo del 1982 fu clamoroso, facendo leva su di un pomp rock AOR, che molto deve all’evoluzione dei tempi; “Heat Of The Moment”, maggior successo della band, è infatti un perfetto esempio di hit pop rock anni 80.
Nell’arco del suo ciclo vitale, la formazione ha subito diversi stravolgimenti e la loro ultima uscita, “Omega”, oggetto di questa recensione, è la seconda pubblicazione dopo la renunion del combo originale, costituito dalle tastiere di Geoff Downes ( Yes, The Buggles), il basso e la voce di John Wetton ( King Crimson, Roxy Music, Family), la chitarra di Steve Howe (Yes) e la batteria di Carl Palmer (Emerson, Lake & Palmer). 
Ormai, il prog-pop spumeggiante dell’esordio è lontano, e i padri del progressive sono ancora una volta devoti alla formula della canzone.
Pop rock raffinato, perché bisogna mettere i puntini sulle “i”.
Se infatti gli Asia hanno la loro fetta della torta, significa che sono sempre invitati alla tavola dei musicisti che sanno fare il loro mestiere.
“Omega” è un collage di brani freschi, magistralmente arrangiati, che pur non brillando per spirito di azzardo, trasudano una genuina inclinazione degli Asia a costruire melodie ed armonie vincenti.
La formula principe è quella della ballad, in senso popolare ( “Listen, Children”) e in senso più strettamente rock: si va dalla dolce  “Ever Yours”, all’epica “Holy War”, all’”aristocratica” e raffinata “Emily”.
Non mancano brani più rock come l’opener “Finger On The Trigger”, che ha un potenziale da hit, per quanto sia davvero troppo legata a sonorità pop da stadio. “Light The Way”, invece, sin dall’accattivante intro di synth è il brano che forse ricorda maggiormente i primi Asia.
Incredibile ma vero, se non fosse per il nome che porta, quest’uscita non sarebbe nemmeno potuta apparire sulle pagine di Unprogged, dal momento che di progressive questo “Omega” ha davvero poco. 
Ciononostante, l’album è gradevole e le composizioni, soprattutto le ballad, sono sufficientemente di qualità per sorreggere i nomi dei loro creatori. Chi ha da sempre apprezzato gli Asia e, più in generale, chi è in cerca di un buon album di pop rock di qualità, potrà godere pienamente del lavoro di questi signori, che da trent’anni disertano con classe le loro mansioni originali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Cosa succede se metti insieme elementi delle maggiori formazioni del progressive d’annata? Semplice, nascono gli Asia,supergruppo che dal 1981 ha pubblicato 8 album, che poco han mantenuto delle caratteristiche proprie delle band di origine (precisamente, Yes, King Crimson e Emerson, Lake &amp; Palmer).<br />
Il successo dell’esordio omonimo del 1982 fu clamoroso, facendo leva su di un pomp rock AOR, che molto deve all’evoluzione dei tempi; “Heat Of The Moment”, maggior successo della band, è infatti un perfetto esempio di hit pop rock anni 80.<br />
Nell’arco del suo ciclo vitale, la formazione ha subito diversi stravolgimenti e la loro ultima uscita, “Omega”, oggetto di questa recensione, è la seconda pubblicazione dopo la renunion del combo originale, costituito dalle tastiere di Geoff Downes ( Yes, The Buggles), il basso e la voce di John Wetton ( King Crimson, Roxy Music, Family), la chitarra di Steve Howe (Yes) e la batteria di Carl Palmer (Emerson, Lake &amp; Palmer). <br />
Ormai, il prog-pop spumeggiante dell’esordio è lontano, e i padri del progressive sono ancora una volta devoti alla formula della canzone.<br />
Pop rock raffinato, perché bisogna mettere i puntini sulle “i”.<br />
Se infatti gli Asia hanno la loro fetta della torta, significa che sono sempre invitati alla tavola dei musicisti che sanno fare il loro mestiere.<br />
“Omega” è un collage di brani freschi, magistralmente arrangiati, che pur non brillando per spirito di azzardo, trasudano una genuina inclinazione degli Asia a costruire melodie ed armonie vincenti.<br />
La formula principe è quella della ballad, in senso popolare ( “Listen, Children”) e in senso più strettamente rock: si va dalla dolce  “Ever Yours”, all’epica “Holy War”, all’”aristocratica” e raffinata “Emily”.<br />
Non mancano brani più rock come l’opener “Finger On The Trigger”, che ha un potenziale da hit, per quanto sia davvero troppo legata a sonorità pop da stadio. “Light The Way”, invece, sin dall’accattivante intro di synth è il brano che forse ricorda maggiormente i primi Asia.<br />
Incredibile ma vero, se non fosse per il nome che porta, quest’uscita non sarebbe nemmeno potuta apparire sulle pagine di Unprogged, dal momento che di progressive questo “Omega” ha davvero poco. <br />
Ciononostante, l’album è gradevole e le composizioni, soprattutto le ballad, sono sufficientemente di qualità per sorreggere i nomi dei loro creatori. Chi ha da sempre apprezzato gli Asia e, più in generale, chi è in cerca di un buon album di pop rock di qualità, potrà godere pienamente del lavoro di questi signori, che da trent’anni disertano con classe le loro mansioni originali.</div>

]]></content:encoded>
			<category domain="http://www.unprogged.com/forumdisplay.php?f=29">Nuove Uscite</category>
			<dc:creator>Marco Vincini</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">http://www.unprogged.com/showthread.php?t=5466</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Quando meno te lo aspetti: PROG!!!</title>
			<link>http://www.unprogged.com/showthread.php?t=5465&amp;goto=newpost</link>
			<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 16:47:48 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[Ciao a tutti!
E' da un pezzo che non scrivo qui su Unprogged, ma cerco di tenermi costantemente aggiornato.
Come state? Tutto bene? State godendo anche voi per questo piacevole caldo estivo, che ci porta spesso e volentieri ad accostare svariate divinit&#224; ai pi&#249; bizzarri animali del creato? Bene!
Ho pensato di rinfrescare un po' la mente con questa nuova discussione... probabilmente ci sar&#224; gi&#224; un topic simile, ma non l'ho trovato (mea culpa).
Allora, giusto ieri mi stavo ascoltando (con enorme gioia) un po' di De Andr&#232;, artista non propriamente prog se non per la collaborazione con la PFM, eppure... 
Ho ascoltato per l'ennesima volta "Storia di un impiegato" e sono giunto a queste due conclusioni: 1) Fabrizio De Andr&#232; &#232; stato probabilmente il pi&#249; grande cantautore di sempre ed il pi&#249; grande poeta italiano del secolo scorso; 2) non riesco a non sentire una vena di prog in questo disco, nel concept, negli arrangiamenti, nell'intenzione...
Sono l'unico? Voi cosa ne pensate? Opinioni, conferme, insulti??
E quali sono per voi altri dischi di artisti che non appartengono alla scena prog, ma che in qualche modo vi lasciano quel nonsoch&#232; di prog nelle orecchie?
A voi la parola, io torno ad infilarmi i Polaretti nelle mutande...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Ciao a tutti!<br />
E' da un pezzo che non scrivo qui su Unprogged, ma cerco di tenermi costantemente aggiornato.<br />
Come state? Tutto bene? State godendo anche voi per questo piacevole caldo estivo, che ci porta spesso e volentieri ad accostare svariate divinit&#224; ai pi&#249; bizzarri animali del creato? Bene!<br />
Ho pensato di rinfrescare un po' la mente con questa nuova discussione... probabilmente ci sar&#224; gi&#224; un topic simile, ma non l'ho trovato (mea culpa).<br />
Allora, giusto ieri mi stavo ascoltando (con enorme gioia) un po' di De Andr&#232;, artista non propriamente prog se non per la collaborazione con la PFM, eppure... <br />
Ho ascoltato per l'ennesima volta &quot;Storia di un impiegato&quot; e sono giunto a queste due conclusioni: 1) Fabrizio De Andr&#232; &#232; stato probabilmente il pi&#249; grande cantautore di sempre ed il pi&#249; grande poeta italiano del secolo scorso; 2) non riesco a non sentire una vena di prog in questo disco, nel concept, negli arrangiamenti, nell'intenzione...<br />
Sono l'unico? Voi cosa ne pensate? Opinioni, conferme, insulti??<br />
E quali sono per voi altri dischi di artisti che non appartengono alla scena prog, ma che in qualche modo vi lasciano quel nonsoch&#232; di prog nelle orecchie?<br />
A voi la parola, io torno ad infilarmi i Polaretti nelle mutande...</div>

]]></content:encoded>
			<category domain="http://www.unprogged.com/forumdisplay.php?f=25">Terra Progressiva</category>
			<dc:creator>Pablo</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">http://www.unprogged.com/showthread.php?t=5465</guid>
		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Il Grande Scisma d'Oriente]]></title>
			<link>http://www.unprogged.com/showthread.php?t=5464&amp;goto=newpost</link>
			<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 13:17:05 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[Il Grande Scisma d'Oriente, in occasione di Unprogged Nights #2, presenta il suo demo d'esordio, Synesthesia: un fantastico biglietto da visita per i death-progsters romani.



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			<content:encoded><![CDATA[<div>Il Grande Scisma d'Oriente, in occasione di Unprogged Nights #2, presenta il suo demo d'esordio, Synesthesia: un fantastico biglietto da visita per i death-progsters romani.<br />
<br />
<br />
<br />
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			<category domain="http://www.unprogged.com/forumdisplay.php?f=42">Reportages</category>
			<dc:creator>Marco Gregori</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">http://www.unprogged.com/showthread.php?t=5464</guid>
		</item>
		<item>
			<title>James LaBrie</title>
			<link>http://www.unprogged.com/showthread.php?t=5463&amp;goto=newpost</link>
			<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 10:42:29 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[Il nuovo disco solista di James LaBrie si chiamerà "Static Impulse" e uscirà il 28 settembre su InsideOut Music. Sul disco hanno suonato il batterista Peter Wildoer dei thrashers svedesi Darkane,  Matt Guillory (Dali's Dilemma) alle tastiere, Marco Sfogli alla chitarra e il batterista Mike Mangini (Extreme, Annihilator).
Questo il commento di James:

---Quote---
Si intitolerà "Static Pulse" e conterrà 12 pezzi. E' molto heavy e ne sono entusiasta. E' una grande band con dei fantastici musicisti. E' metal moderno, heavy tanto quanto altre band che vanno in questa direzione musicale. Ci sono riff che vi staccheranno la testa e ipnotiche melodie vocali e musicali
---End Quote---
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Il nuovo disco solista di James LaBrie si chiamerà "Static Impulse" e uscirà il 28 settembre su InsideOut Music. Sul disco hanno suonato il batterista Peter Wildoer dei thrashers svedesi Darkane,  Matt Guillory (Dali's Dilemma) alle tastiere, Marco Sfogli alla chitarra e il batterista Mike Mangini (Extreme, Annihilator).<br />
Questo il commento di James:<br />
<div style="margin:20px; margin-top:5px; ">
	<div class="smallfont" style="margin-bottom:2px">Cita:</div>
	<table cellpadding="4" cellspacing="0" border="0" width="100%">
	<tr>
		<td class="alt2">
			<hr />
			
				Si intitolerà "Static Pulse" e conterrà 12 pezzi. E' molto heavy e ne sono entusiasta. E' una grande band con dei fantastici musicisti. E' metal moderno, heavy tanto quanto altre band che vanno in questa direzione musicale. Ci sono riff che vi staccheranno la testa e ipnotiche melodie vocali e musicali
			
			<hr />
		</td>
	</tr>
	</table>
</div></div>

]]></content:encoded>
			<category domain="http://www.unprogged.com/forumdisplay.php?f=34">Notizie</category>
			<dc:creator>Marco Termine</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">http://www.unprogged.com/showthread.php?t=5463</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Iron Maiden e Dream Theater</title>
			<link>http://www.unprogged.com/showthread.php?t=5462&amp;goto=newpost</link>
			<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 06:49:28 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[Negli Stati Uniti gli Iron Maiden sono impegnati nel "The Final Frontier Tour" per promuovere il nuovo disco "The Final Frontier" che uscirà sul mercato il prossimo 17 agosto. Ad aprire i concerti i Dream Theater. Ecco una bella foto di gruppo dei "winning eleven":

Image: http://www.bravewords.com/static/medias/images/news/143202.jpg 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Negli Stati Uniti gli Iron Maiden sono impegnati nel "The Final Frontier Tour" per promuovere il nuovo disco "The Final Frontier" che uscirà sul mercato il prossimo 17 agosto. Ad aprire i concerti i Dream Theater. Ecco una bella foto di gruppo dei "winning eleven":<br />
<br />
<div align="center"><a href="http://www.bravewords.com/static/medias/images/news/143202.jpg" class="highslide" onclick="return hs.expand(this)" ><img src="http://www.bravewords.com/static/medias/images/news/143202.jpg" border="0" alt="" onload="NcodeImageResizer.createOn(this);" /></a></div></div>

]]></content:encoded>
			<category domain="http://www.unprogged.com/forumdisplay.php?f=34">Notizie</category>
			<dc:creator>Marco Termine</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">http://www.unprogged.com/showthread.php?t=5462</guid>
		</item>
	</channel>
</rss>
