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Unprogged : progressive rock & metal / Articoli / Reportages / Mostly Autumn
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Mostly Autumn 2006 Live
Mostly Autumn
di Ensarn  
24/04/06
Ho avuto la fortuna di andare in Scozia durante un week-end e sapere che a pochi passi da Edimburgo (dove sarei stato) c’era il concerto dei Mostly Autumn, gruppo progressive rock britannico che seguo ormai dal 1999, quando uscì il fantastico album Spirit Of The Autumn Past, che mi ha fatto innamorare di questo gruppo. I MA uniscono il sound tipico del prog anni 70-80 di band come Genesis, Marillion e soprattutto Pink Floyd, con la musica tradizionale celtica, utilizzando strumenti come il violino, il bohdran, uillean pipes e flauti di ogni genere. Da questo grosso calderone ne è uscito fuori un sound epico, coinvolgente, emotivo, molto malinconico, che prende spunto dalla forza della natura, e non a caso il nome del gruppo si rifà all’autunno, la stagione delle riflessioni e dei rimpianti, che, con i suoi colori tendenti al giallo e al rosso, rilassa la mente. Purtroppo in Italia sono poco conosciuti, e quel poco che arrivato è stato grazie al ripetuto passaggio delle loro canzoni su Radio Rock, che però si è esaurito quando hanno cambiato etichetta discografica, passando dalla Cyclops alla Classic Rock Legend, tanto è vero che in Italia non si trovavano nemmeno più i loro CD. Il risultato di tutto ciò è stato che non sono mai venuti in Italia, preferendo girovagare tra Olanda e Germania, dove hanno un discreto seguito. Dopo ben 7 anni ho colto al volo questa occasione, e sono andato a vederli in quel di Lochgelly, piccolissima cittadina scozzese a 30 miglia a nord di Edimburgo, che, se non fosse stato per il bellissimo impianto del Lochgelly Centre, sarebbe completamente da dimenticare, tanto che è arduo scovarla anche sulla carta geografica. Ad ogni modo, arriviamo qualche ora prima, prendiamo i biglietti (11 pounds, circa 18 euro) e scegliamo dei posti in posizione centrale, non lontani dal palco. Era un teatro che poteva contenere 600-800 posti, fatto per la musica, audio e visibilità eccellenti.
Arrivano le 20:30, le luci si spengono e finalmente inizia lo spettacolo, con le note della splendida “The Last Climb”, tagliata però nella parte iniziale a causa della inaspettata partenza di Ian Jennings, ma di questo ne parleremo dopo. Si susseguono brani tratti dagli ultimi due album, sicuramente più carichi di energia, più potenti, non troppo distanti dai Deep Purple, seppur arricchiti dalla splendida voce di Heather Findlay, votata come miglior voce femminile nel 1999 dalla Classic Rock Society, e che ha collaborato con Arjen Lucassen nel progetto “Ayreon”. Arriva poi il momento folk, con “Shinding” e Blakey Ridge”/“When the Waters Meet”, dove Heather e Angela Gordon si alternano al flauto, e sembra di essere catapultati nella Terra di Mezzo di Tolkien (non a caso nel 2001 sono usciti con un album dedicato al Signore degli Anelli).
A metà concerto, una gradita ed inaspettata sorpresa. Brian Josh introduce un ospite, fonte di ispirazione per il gruppo, e, mentre mi chiedo chi possa essere, si scorge sul palco la sagoma di un uomo altro 2 metri: è Fish, ex cantante dei Marillion, che canterà due pezzi del suo repertorio da solista accompagnato ovviamente dai Mostly Autumn, riuscendo a trascinare un pubblico non certo più giovanissimo.
Dopo questa piacevole sorpresa, si ritorna a momenti più rilassanti ed emotivi con le splendide note di “Carpe Diem”, a mio parere il pezzo più bello dell’ultimo album “Storm Over Still Water” (2005), dove le note ripetitive del piano fanno da sottofondo alla chitarra sempre più gilmouriana di Brian Josh. Fa poi la comparsa nel gruppo di una nuova voce femminile che accompagna Heather in alcuni duetti, Olivia Sparnenn, ma che ha preso il suo posto in “Never The Rainbow”, ed ha duettato con le note della chitarra di Brian, ricordando quello che fecero Ritchie Blackmore e Ian Gillan in una delle esibizioni live più famose, ovvero “Made in Japan”. Ne sentiremo parlare, Olivia ha del talento puro.
Dopo più di 2 ore di concerto, i MA lasciano il palco, ma tornano nel giro di qualche minuto per il consueto bis, e lo fanno chiudendo con “Heroes Never Die” (“All We Shared”, 1998), brano dedicato al padre di Brian, e con Mother Nature (The Last Bright Light, 2001), che mette fine ad un concerto meraviglioso…
Qualche considerazione va fatta. Come ho già accennato, il tastierista Ian Jennings ha deciso di lasciare il gruppo ed intraprendere una nuova strada, e non è una cosa da sottovalutare, perché la fase compositiva del gruppo, nonché il sound che li ha finora caratterizzati, era dovuto anche a lui, e non sarà facile sostituirlo. Infatti durante il concerto l’unica nota stonata è stata proprio questa, al suo posto c’era un ragazzo troppo timido che poco si amalgamava con il resto del gruppo, ed era aiutato da Angela Gordon, che, mentre prima suonava la tastiera solo come accompagnamento, ora è diventata a tutti gli effetti la sostituta di Ian pur non essendone all'altezza, sia a livello tecnico che compositivo. Staremo a vedere… comunque sia, questo rimane un gruppo che fa della componente live il suo punto di forza, e riesce a trasmettere quelle emozioni che solo la stagione autunnale può dare…


Data
24-03-2006
Tour
Mostly Autumn 2006 Live
Venue
Lochgelly Centre Theatre, Lochgelly (Edimburgo, Scozia)
Setlist
01. Last Climb
02. Broken Glass
03. Caught In A Fold
04. Dark Before The Dawn
05. Answer The Question
06. Evergreen
07. Heartlife
08. Out Of The Inn
09. Shinding
10. Blakey Ridge/When The Waters Meet
11. Black Rain
12. Never The Rainbow
13. Spirit Of Autumn Past
14. Carpe Diem
15. Passengers
16. Heroes Never Die
17. Mother Nature
Sul Web
Sito Ufficiale
MySpace
  #1  
Enrico Della Gaspera | 25/04/06, 11:56
Bisogna assolutamente che mi procuri qualcosa, devo colmare una simile lacuna nella mia discografia... anche perchè da quello che dici sono un gruppo valido e molto "emozionale, evocativo".... bene bene, approfondirò!

Grazie Luca per questo contributo!
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  #2  
Ensarn | 25/04/06, 13:19
ytsejam dice 
Bisogna assolutamente che mi procuri qualcosa, devo colmare una simile lacuna nella mia discografia... anche perchè da quello che dici sono un gruppo valido e molto "emozionale, evocativo".... bene bene, approfondirò!

Grazie Luca per questo contributo!

Figurati per me e' un piacere poter scrivere su questo webmagazine, e fa piacere soprattutto condividere la passione per lo stesso genere musicale.

Ad ogni modo vanno ascoltati, io consiglio i primi album, in particolare The Last Bright Light....
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