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Eclettico. Ecco la parola giusta per descrivere questo disco. Commistione di stili e generi tutt'altro che forzata e asettica per il debut album del chitarrista danese Steen Grontved, il quale, dopo una serie di collaborazioni come session man in dischi di artisti per lo più connazionali, decide di fare il grande passo e produrre musica propria. Il motivo che lo spinge a comporre un disco solista è la libertà di esprimersi, libertà che ovviamente non poteva avere con le precedenti apparizioni discografiche. E tutta questa - passatemi il termine - espressività repressa, viene liberata nel presente “Night Vision Goggles”, album composto da dodici tracce strumentali spazianti dal rock al pop, dal jazz alla fusion, in un mix che fa della varietà il suo punto di forza, nonostante la proposta dell'axeman non sia affatto semplice, sia per il carattere prettamente chitarrisico del disco (e non poteva essere altrimenti), sia per l'assenza di parti cantate, ad esclusione di qualche vocalizzo in “Still Here”. Si passa infatti dai sapori caraibici di “What Mango?”, al ritmo sostenuto della Satriani-oriented “Run”, dall'acidità di “The Worm”, scritta interamente con l'editor di Cubase, alla dolcezza del tapping di “My Butterfly”.
Ma questa eterogeneità delle composizioni si rivela anche un'arma a doppio taglio: se da un lato mette in risalto la poliedricità e la perizia tecnica del danese, dall'altro pone l'ascoltatore di fronte ad un disco apparentemente senza un filo conduttore, e di non semplicissima assimilazione, cosa che potrebbe far storcere il naso ai non addetti ai lavori.
In ogni caso, siamo di fronte a un lavoro sicuramente apprezzabile, ricco di spunti melodici e nonostante siano forti i richiami a chitarristi quali Greg Howe, Pat Metheny, e il già citato Joe Satriani, l'album presenta una buona dose di personalità e inventiva, che, se coltivate correttamente, daranno a Steen la possibilità di confrontarsi coi grandi chitarristi della scena internazionale.
Disco consigliato quindi sicuramente agli appassionati della sei corde, mentre per tutti gli altri il consiglio resta vincolato ad una buona apertura mentale, per i motivi espressi poco sopra. E anche la durata (meno di 40 minuti) non gioca propriamente a favore del talentuoso chitarrista.
Un buon lavoro insomma, ma il salto di qualità deve ancora giungere.
Le potenzialità ci sono, aspettiamo fiduciosi.
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 | | Produzione | | Autoproduzione | | Distribuzione | | Lion Music | | Anno | | 2007 | | Line-Up | Steen Grontved - chitarre, programmazione
Josef Aarskov - batteria, voce in 'Still Here'
Nikolaj Storr - basso
Kim Adrian - percussioni
Lars Ringgaard - arpa blues in 'What Mango?' | | Tracklist | 01. Timber
02. The Worm
03. Playground
04. Home planet
05. Run
06. Bye
07. Secret lab
08. My Butterfly
09. Still Here
10. Round and around
11. What Mango?
12. Find the pick | | Sul Web | Sito Ufficiale
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