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Nella Lion Music sta ormai prendendo piede l’annoverare nel proprio roster una serie di chitarristi produttori di album il più delle volte strumentali: niente di strano, se non fosse che, a parte qualche rarissima eccezione, il livello qualitativo di tali album è sempre molto elevato, e non mi riferisco unicamente all’aspetto tecnico (generalmente i musicisti coinvolti in tali progetti si pongono come precisissimi esecutori), ma soprattutto all’aspetto compositivo, che contempla lo strutturare un brano rendendolo adatto all’ascolto anche, ma direi soprattutto, per chi non è avvezzo ai virtuosismi e ai tecnicismi.
Dopo questo prodromo doveroso, passiamo al disco in questione, “My Secret Diary”, realizzato da Simone Fioretta, axeman dei Moonlight Comedy, talentuoso act italiano dedito al power-progressive: come è giusto, Simone si esprime liberamente nel suo album solista, senza i vincoli che una band comporta, spaziando fra stili e generi, trasformando le proprie emozioni in fraseggi di chitarra. Per fare ciò, si è circondato di artisti di alto livello, come il tastierista dei Labyrinth Andrea De Paoli, il bassista Pasko, già nei Warlord, ed il batterista di artisti come Sting e Tina Turner, Tony Lotta, ricavatosi un preziosissimo spazio solista proprio in chiusura del disco.
E’ lo stesso chitarrista a descrivere il disco come “uno specchio della sua anima”, e come dargli torto quando dalla musica emergono in modo così prepotente le emozioni in parte descritte nel titolo? Per esempio la vivace ed allegra “To Fly over the Rainbow” rimanda proprio ad una rincorsa fiabesca, la sognante ed evocativa “Only three minutes to dream” è un delicato intermezzo come un breve ma intenso viaggio onirico, mentre la frenetica ed incalzante “Brawl in a Saloon” ricorda un affollato e rumoroso locale del vecchio West; è infine da citare “Welcome Anita!”, che, dopo una parte soave, a ricordare la dolce attesa, esplode nella gioia e nella serenità del parto. Insomma, potremmo definire Fiorletta un poeta della chitarra, che usa plettro e polpastrelli al posto di inchiostro e calamaio (anche se al giorno d’oggi sarebbe più corretto dire tastiera e mouse), ma che ha la stessa sensibilità e perizia nel trasferire, in un linguaggio comprensibile da tutti, le immagini presenti nella sua mente.
Unica pecca del disco: in quanto strumentale, risulta sì un gradevole sottofondo, anche grazie alla produzione che risalta molto i suoni puliti. Eppure, dopo un po’, l’ascoltatore medio tenderà ad abbandonarlo, come avviene per tutti gli album del genere; ciò ovviamente non si applica per coloro che masticano a dovere lo strumento, i quali potranno invece sviscerare i 10 brani in questione per assaporarne fino all’osso il valido songwriting e la splendida esecuzione.
In conclusione, la prova più che soddisfacente di un artista eclettico e talentuoso, in grado di trasformare in musica le proprie emozioni con una semplicità e al contempo un’efficacia molto rare.
Acquisto obbligato per i chitarristi, per tutti gli altri resta comunque un buon disco.
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 | | Produzione | | Autoproduzione | | Distribuzione | | Lion Music | | Anno | | 2007 | | Line-Up | Simone Fiorletta - chitarre
Andrea De Paoli - tastiere
Pasko - basso
Tony Liotta - batteria e percussioni | | Tracklist | 01. A Day In California
02. I Came Back
03. To Fly Over The Rainbow
04. Welcome, Anita!
05. Only Three Minutes To Dream
06. Borderline
07. You Are My Past, Present, Future
08. Brawl In A Saloon
09. The Beginning Of A New Era
10. Good Bye | | Sul Web | Sito Ufficiale
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