A qualche mese dalla prestigiosa firma con la ProgRock, abbiamo l’occasione di conoscere meglio, attraverso le parole del chitarrista Antonio Vittozzi, l'attuale rivelazione italiana sul terreno del prog metal: i Soul Secret.
Innanzitutto grazie della disponibilità e complimenti per il contratto con la ProgRock: come avete reagito alla notizia?
Antonio Vittozzi: Ciao ragazzi, grazie per i complimenti… è mio piacere parlare con voi! Come abbiamo reagito? Con molta incredulità e tantissimo entusiasmo, era il primo dei tanti traguardi che ci siamo prefissati di raggiungere e devo dire che lo abbiamo raggiunto nel migliore dei modi. Gran bel lavoro con “Flowing Portraits”: voi siete soddisfatti? Avete qualcosa da recriminare?
Antonio Vittozzi: Mi lusinga il complimento, a me "FP" piace moltissimo e ancora oggi lo ascolto anche un paio di volte al giorno, non riesco a realizzare che sia un CD composto e registrato da noi. Da recriminare abbiamo ben poco visto che quasi per tutti si parla del primo disco e della primissima esperienza in una sala d’incisione. Se avessimo avuto un po’ di soldini in più avremmo potuto migliorare sicuramente qualcosa nel mix e nelle riprese, ma i dischi successivi al primo servono, appunto, a migliorare le “carenze” dei propri predecessori (sia in termini compositivi che di registrazione). Il gruppo, al momento, non indica un cantante titolare, nonostante abbiate specificato che tutte le lyrics sono state composte da Michele Serpico, mentre la registrazione in studio, causa problemi di salute dello stesso Serpico, è opera di Mark Basile (B.R.A.K.E. e Mind Key). E’ una soluzione temporanea o preferite non avere un cantante ufficiale?
Antonio Vittozzi: La soluzione di non avere un cantante è diventata quasi una scelta, ahimè, forzata. Si tratta di dover far di necessità virtù e accettare la triste realtà di non aver ancora trovato la persona giusta. Tuttavia compositivamente parlando possiamo sopperire a questa carenza e una possibile guest per il prossimo cd può solo impreziosirlo. Al momento stiamo provando alcuni ragazzi per chiudere un cerchio aperto da troppo tempo, e non mi sbilancio troppo sull’esito di questa ricerca per non essere smentito poi… “Flowing Portraits”, come già detto in precedenza, è un album notevole, nonostante i richiami ai Dream Theater siano fortissimi: voleva essere un “omaggio” alla band che maggiormente ha influenzato il vostro background [ndr: I Soul Secret hanno iniziato come cover band dei Dream Theater] o semplicemente questo è il “sound” che sentite vostro?
Antonio Vittozzi: E’ un sound che sentiamo nostro. Non abbiamo fatto richiami ai DT fini a loro stessi o comunque forzatamente voluti, è normale che ognuno di noi ha un proprio background e da quello prende ispirazione. Se lo si ascolta con molta attenzione puoi vederci molti gruppi in "FP" e non solo i DT, molto dipende anche dagli ascolti pregressi dell’eventuale ascoltatore. La parentesi cover è durata pochi mesi e giusto per testare la band, non credo sia durata talmente tanto da poter influenzare un intero CD. All’interno del gruppo, come si svolge la stesura di un brano? In che misura ognuno di voi partecipa alla creazione del risultato finale?
Antonio Vittozzi: Ognuno propone una idea che può essere formata da un giro o una parte vera e propria e gli altri provano a suonarci sopra ed eventualmente svilupparla in accordo col creatore iniziale dell’idea. Quando essa è ben definita e delineata gli altri si limitano ad “abbellirla” e seguirla senza stravolgere l’idea iniziale (vedi "Regrets" e alcune parti di "Tears of Kalliroe"). Alle volte, invece, capita di partire tutti insieme da zero e stendere il pezzo in sala sin dalle prime note; questa è la forma più difficile poiché la concentrazione e la serietà deve essere molto alta, ma se il connubio tra le due funziona escono fuori belle idee. In che modo ti sei avvicinato per la prima volta alla musica?
Antonio Vittozzi: Io mi sono avvicinato alla chitarra all’età di 16 anni strimpellando una chitarra che mio padre aveva in casa. Presto per evitare che gliela distruggessi, mi comprò una splendida imitazione fender con un ampli da tipo 15"… da lì le prime lezioni, le prime chitarre “serie”, i primi gruppi… che ricordi  Domanda di rito: “Soul Secret” da dove deriva?
Antonio Vittozzi: Bella domanda, non lo so nemmeno io!
Scherzi a parte, è un nome scelto da un nostro vecchio amico che accettammo per pigrizia di cercarne altri… e che alla fine si è rivelato quanto mai azzeccato. Con la musica ognuno di noi cerca di esprimere il lato segreto della propria anima, quello che senza strumento in mano è come se non esistesse… Come vi siete mossi, in qualità di gruppo prog emergente, all’interno del commercialissimo mondo musicale italiano?
Antonio Vittozzi: Per il momento siamo fermi, nel senso che ancora nulla di concreto e di serio è stato fatto. Se intendi sotto il profilo delle vendite italiane, da poco siamo con l’Audioglobe (la casa indie per eccellenza) e quindi a breve dovremmo poter essere presenti e ordinabili in quasi tutti i negozi italiani. Come ogni gruppo emergente e soprattutto di un genere non commerciale si è faticato, si fatica e credo si faticherà… purtroppo questa è la realtà in cui viviamo e ne accettiamo le conseguenze. Ora che siete membri della grande famiglia ProgRock, che programmi a medio-lungo termine avete?
Antonio Vittozzi: Sicuramente nel breve periodo ci stiamo organizzando per promuovere "Flowing Portraits" con qualche data singola e qualche mini tour di supporto… il nostro Davide Guidone (manager) sta curando con molta dedizione la cosa. Al secondo posto nella lista delle cose da fare c’è il completamento della stesura dei brani che apparterranno al nostro secondo lavoro e la relativa incisione. Come vi rapportate al mondo tanto controverso del p2p? Ormai sono state date tutte le risposte possibili, ma qual è la vostra soluzione al problema?
Antonio Vittozzi: Per me la soluzione non esiste nel senso che è appesa al filo del buon senso delle persone e di chi vende dischi. Io posso dirti che la stragrande maggioranza dei cd che ho acquistato non li avrei se non avessi prima scaricato il disco da un p2p. Se il p2p è a scopo “conoscitivo” ben venga, ma se questo vuole supplire al CD vero e proprio… storco il naso. Cosa c’è di meglio di una bella bacheca zeppa di cD originali con i libretti e tutto il resto… Se poi le label applicassero prezzi più umani (non tutti possono permettersi di acquistare 200 dischi) avremmo risolto la questione p2p. Il mio appello quindi è: scaricate "FP", ascoltatelo e poi correte a comprarlo! Grazie mille, ragazzi, e un grossissimo in bocca al lupo per la vostra carriera.
Antonio Vittozzi: Grazie mille a te Valentina per l'opportunità concessaci e un grosso in bocca al lupo a voi per Unprogged! Stay Rock!
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