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Unprogged : progressive rock & metal / Articoli / Nuove Uscite / (Full / 200X) Osada Vida
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Uninvited Dream
Osada Vida
02/12/09
Polonia. Un paese dove le anime progressive sembrano aumentare a dismisura e oltre ai blasonati Riverside cominciano a farsi strada molte altre realtà. In questo caso parliamo degli Osada Vida che non faticano certo a farsi notare. "Uninvited Dreams", terzo album all'attivo per il quartetto completato dopo un'anno dall'ottimo "The Body Parts Party". Un disco intenso e, come hanno sempre saputo fare i polacchi, con un sound molto eclettico. C'è da dire che i ragazzi ormai hanno esperienza e con qualche annetto sulle spalle hanno le idee molto chiare. Come il disco precedente è un concept che in questo caso gira attorno al mondo degli incubi. Il package non smentisce e il cuscino scuro ci preannuncia che le tracce saranno a tratti angoscianti e in tema con l'argomento. Ciò che però si nota fin dall'inizio è l'intento palese dei progster di voler spiazzare completamente l'ascoltatore. Infatti non abbiamo il tempo di far partire il disco che ci arriva alle orecchie il prorompente inizio della title track con le sue dissonanze iniziali.
E questo non lascia certo indifferenti.
Ma andando avanti si scoprono sonorità complesse, variegate, che si adagiano l'una sull'altra risaltando tutti gli strumenti senza discriminare nessuno. Adam Podzimski alla batteria e percussioni contribuisce a creare instabilità e sfrutta tutta la sua tecnica (notevole) per creare sezioni "a"-ritmiche notevoli. Lukasz Lisiak al basso segue a ruota ogni volteggio percussionistico ma si fa notare con il suo suono, distorto e non, in più di un'occasione. E' lui comunque che da anche la voce al disco, elemento tra i brani di minore impatto nel missaggio. Lontano, imbevuto di riverbero e nebbioso (unica eccezione "Childmare" dove è leggermente più incisivo), il canto è palesemente messo in secondo piano rispetto alle parti strumentali. Bartek Bereska sta sul podio come visibilità. Il suo suono varia ma emerge sempre in ogni traccia. Delizierà i più nostalgici con minuti (a volte anche troppi) di fraseggi melodici dallo stile sempre diverso, fino ad arrivare al momento iberico di "Is the Devil from Spain?" dove tutto il gruppo tocca il massimo momento di poliformismo musicale. Paluszek infine si impegna per amalgamare il tutto ma non si limita a riempire il sound bensì partecipa attivamente anche con assoli e parti solistiche usando il piano elettrico in varie essenze, compresa quella distorta, e la sintesi sonora. Quest'ultima a volte accusa dal punto di vista innovativo e risulta un pò fredda (per i veri feticisti: le onde pure fanno molto "8 bit"). In generale ci troviamo di fronte a un lavoro in linea con il disco precedente ma che potrebbe essere difficile da digerire a causa della sua natura prevalentemente strumentale. Tuttavia se ascoltato con attenzione può rivelare sorprese per chi sa farsi travolgere dalle emozioni e dai sogni indesiderati degli Osada Vida.
Produzione
Metal Mind Records
Distribuzione
Metal Mind Records
Anno
2009
Line-Up
Lukasz Lisiak - bass, vocals
Bartek Bereska - guitars
Adam Podzimski - drums & percussion
Rafal "r6" Paluszek - keyboards
Tracklist
1. Uninvited Dreams
2. My Nightmare Is Scared Of Me
3. Childmare (A Goodnight Story)
4. Lack Of Dreams
5. Is This Devil From Spain?
6. Is That Devil From Spain Too?
7. Neverending Dream
Bonus
3 tracce bonus nella versione digipack
Sul Web
http://www.osadavida.art.pl/
http://www.myspace.com/osadavida
Audio Streaming

YouTube - Uninvited Dreams (chlebow edit)
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  #1  
Marco Gregori | 02/12/09, 23:42
fino ad arrivare al momento iberico di "Is the Devil from Spain?" dove tutto il gruppo tocca il massimo momento di poliformismo musicale.
Da appassionato delle sonorità iberiche e aficionado del flamenco quale sono, la coppia di strumentali acustico-elettrica Is This Devil From Spain? e Is That Devil From Spain Too? è la vetta del disco: un album notevole!
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  #2  
Bernardo Pacini | 03/12/09, 08:00
Sentite, ma la produzione è un pò migliorata? ricordo i precedenti come dischi carenti sotto questo punto di vista.
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  #3  
Gabriele Carrieri | 03/12/09, 08:12
Guarda come per i dischi passati la produzione non è a livelli altissimi (piccole sbavature ci sono: batteria a volte soffocata dal resto, ambienti troppo ampi) ma nel complessivo si lasciano ascoltare e in modo gradevole
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  #4  
Bernardo Pacini | 14/12/09, 10:44
E' vero, è un buon disco! Bravi.
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osada, vida
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