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Unprogged : progressive rock & metal / Articoli / Nuove Uscite / (Full / 200X) Hangar
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Infallible
Hangar
12/05/10
Gli Hangar sono una metal band brasiliana attiva dal 1999 quando si presentarono con il
loro primo albul "Last time", al quale seguì il secondo album "Inside Your Soul"; dopo
un periodo di inattività la band tornò sulla scena con l'ottimo album T.R.O.Y.C che vide cosÏ
la defintiva conferma del gruppo nell'olimpo della scena metal brasiliana, grazie anche ai tour che la band ha fatto di supporto ad artisti del calibro di Dream Theater, Sepultura,
Queensryche, Andrè Matos, e la partecipazione a festival come l'Anime Friends che li ha visti di fronte a ben 10.000 spettatori! Dopo questo tour il cantante della band Eduardo Fernandes abbandona la band che continua comunque la stesura dell'album successivo "Infallibile", che vede la luce nel Settembre 2009 con la voce del nuovo cantante Humberto Sobrinho.
Questo nuovo album dela band mantiene tutte le caratteristiche del tipico sound Hangar, molto heavy power con note progressive, con una notevole differenza... la vena progressive della band è molto accentuata sia dalla versatilissima voce di Humberto, che dalla sequenza di brani proposti all'interno dell'album:

1 - The infallibile emperor (1956)

La opening track è appunto nel tipico stile della band: potente, veloce, aggressiva ma allo stesso tempo melodica, con una parte strumentale nel mezzo che stacca completamente per poi riprendere con un killer solo di tastiera e riportarci così al ritornello.

2 - Colorblind

Già da questa seconda traccia l'album inizia a prendere una piega diversa, il brano ha un'atmosfera più scura e introspettiva, basata su un groove in 6/8 molto melodico, che sfocia poi in parti più progressive con un'alternanza di mid tempo e parti sincopate: notevolissimo l'arrangiamento delle tastiere, e le numerosi sfumature date dalla voce di Humberto.
Da notare inoltre le modulazioni metriche di Aquiles Priester nella parte, appunto, più progressive.

3 - Solitary mind

Terza traccia, prima ballad dell'album, intensa, melodica ma, attenzione... questo brano va ascoltato più volte perchè non stiamo parlando "della solita ballad"; non vi aspettate un ritornello di quelli già sentiti perchè questo brano vi stupirà.

4 - Time to forget

Il vero singolo dell'album, orecchiabile!
Si parte subito con un guitar solo melodico che si chiude repentinamente sulla strofa. E' incredibile notare che la voce qui ci coglie totalmente di sospresa, la voce di humberto non sembra neanche la sua fino al ritornello dove torna al suo tipico timbro.
La voce del nuovo singer della band si adatti in tutte le canzoni, dando la duplice idea di ascoltare due cantanti diversi in uno!

5 - A miracle in my life

Dopo questa breve "pausa" la band torna a martellare con questo quinto brano che parte da subito, in maniera marcata, con un riff chitarra/batteria caratterizzato dai tricks di cassa di Aquiles Priester. Nel bridge e ritornello la band non molla il "tiro": è impossibile non battere il piede o mettersi a fare headbangin' (in casa)!
Ma le sorprese non sono finite: la parte del guitar solo è letteralmente trascinante, con continui stacchi e spostamenti ritmici di batteria, fino a portarci a uno stacco finale dove sembra quasi di ascoltare i Testament, data l'aggressività del riff e della batteria, per non parlare della voce. E' un brano che riserva continue sorprese.

6 - The garden

Anche per questa canzone vale lo stesso discorso già fatto per il brano precedente:
i riff marcati di chitarra e batteria la fanno sempre da padrone, la voce continua come sempre a stupire... sembra quasi di ascoltare Russel Allen dei Symphonyx, data la cattiveria che Humberto mette nella sua voce.
Inserisco ora una piccola nota sulla produzione di quest'album perfettamente bilanciata nel rendere i brani potenti e dinamici allo stesso tempo: il tutto è curato al dettaglio.

7 - Dreaming of a black waves

Primo brano tratto dall'album e passato nelle radio (brasiliane), è anche il brano scelto per il video promozionale che la band ha lanciato nel mese di Ottobre 2009. Con questo brano la band torna ad ammorbidire i toni dell'album, con un altro singolo da classifica che vanta anche un guest femminile azzeccatissimo nella strofa e non nel ritonello come tutti si aspetterebbero. Molto belli i piccoli stacchi tra i ritornelli che danno quel non sò-che ricorda molto i Masterplan.

8 - Based on a true story

Ottavo brano e questa volta la band non spezza il ritmo dell'album, ma ne cambia totalmente la dinamica con una track dall'intro acustico molto elegante!
Fa veramente un bellissimo effetto sentire come siano state mantenute le dinamiche delle chitarre (possiamo facilmente sentire il rumore della mano che scorre sulle corde)
Come ho già detto nella note introduttive, in questo album la band ha inserito molte novità, tra cui appunto 4 brani ballad, che però non stonano affatto con lo stile della
band e anzi, a mio parere, hanno dato agli Hangar quel tocco elegante in più che prima mancava e veniva prevaricato da elementi molto più power.

9 - Handwritten

Arriviamo quasi alla conlusione delll'album e si torna a martellare con un brano molto groovy e aggressivo allo stesso tempo, a mio parere molto old style.
batteria dritta e potente, riffoni stoppati e voce rauca. E' di sicuro uno dei migliori brani
della band sotto l'aspetto live e di sicuro non lascerà i fan delusi.

10 - Some light to find my way

Track conclusiva dell'album, e direi che non ci sia modo migliore di concludere. il brano è il più veloce dell'album, caratterizzato da una strofa incalzante dove la cassa mantiene il tipico trademark Hangarcon figure sincopate e velocissime che creano un effetto singolare sulla linea vocale. Il ritornello è tipicamente power e rimane subito in testa. Il brano prosegue senza fermarsi mai fino ad un brevissimo stop in cui Aquiles ci regala un mini drum solo, dal quale parte poi la parte centrale della song, dove il drummer continua a far da padrone con dei linear phrasing che arricchiscono quella che poco dopo diverrà la parte dedicata ai soli di tastiera e chitarra.

Infallible sarà presto distribuito dalla Mig Music Records in Europa.
Produzione
Dynamo Records
Distribuzione
Mig Music Records
Anno
2010
Line-Up
Humbero Sobrinho, voce
Eduardo Martinez, chitarre
Fabio Lacuna, tastiere
Nando Mello, basso
Aquiles Priester, batteria
Tracklist
1. The Infallible Emperor (1956)
2. Colorblind
3. Solitary Mind
4. Time to Forget
5. A Miracle in my Life
6. The Garden
7. Dreaming of Black Waves
8. Based on a True Story
9. Handwritten
10. Some Light to Find my Way
Bonus
11. 39’ – (Bonus Track)
12. Mais uma Vez – (Brazilian Bonus Track)
13. Like a Wind in the Sky (Japanese Bonus Track)
Sul Web
www.myspace.com/officialhangar
www.hangar.mus.br/
www.youtube.com/hangarofficial
  #1  
Ferruccio Battini | 13/05/10, 22:16
Bella Emiliano!
Non solo grande batterista ma anche recensore di qualità.
Mi è piaciuto molto questo Infallible. Gli Hangar sono tra la band brasiliane più sottovalutate, e questo album ne dimostra tutta la bontà e la capacità di innovarsi. Certo, è pur sempre prog-power, ma di gran qualità. E Priester merita sempre un ascolto attento.
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