Non hai ancora un account su Unprogged? Registrati, é gratis!
   
Unprogged : progressive rock & metal / Articoli / Nuove Uscite / (Full / 200X) Sinestesia
Commenta
 
Strumenti
The Day After Flower
Sinestesia
28/07/10
Fortunatamente i Sinestesia non saranno ricordati dai progsters italiani soltanto per avere nelle proprie fila un ex partecipante di quell'abominio chiamato “La Pupa e il Secchione”: di sostanza infatti ce n'è in abbondanza ed Alessandro Sala è soprattutto un signor bassista, e non ha bisogno di vendersi come finto sfigato.
Detto questo, dopo l'omonimo, validissimo debutto datato 2007, era anche lecito aspettarsi qualcosa di più da questo quintetto friulano autore di un prog-metal melodico dagli accenni power, impetuoso e solare, ma talvolta fine a sé stesso e costruito su sentieri ormai battuti fin troppo spesso.
La sensazione immediata è quella di avere davanti una band capace non solo di fare buona musica, ma anche di personalizzare la propria idea stilistica; sotto questo punto di vista si può ancora progredire, nonostante il songwriting sia già equilibrato e l'uso delle melodie azzeccatissimo.
L'opener Hero è un fulgido esempio di quanto appena affermato: approccio poderoso, cambi di atmosfera, sezione ritmica colorata e refrain di impatto, ma alla fine della traccia il fastidioso effetto “già sentito” si manifesta inesorabilmente. In realtà non ci sono scopiazzamenti: il problema risiede principalmente in quella personalità latente di cui sopra, che porta ad associare il sound dei Sinestesia a quello di decine di altre band del prog-metal melodico degli ultimi 15 anni.
Non che sia un male, comunque. La proposta di questo The Day After Flower risulta comunque brillante, e fa leva soprattutto su una orecchiabilità costante in tutti i brani, anche nei momenti più intricati. E questo è un grosso merito per Riccardo De Vito e soci.
In Feast tale qualità risalta in maniera particolare attraverso un riffing maledettamente efficace, e lo stesso De Vito mostra capacità vocali di indubbio spessore, tradite saltuariamente da una pronuncia migliorabile. Molto interessanti anche gli inserti tastieristici curati dal bravo Alberto Bravin (perdonatemi il bisticcio...).
Il livello più alto lo si raggiunge con la lunga e complessa The Birth, The Death, Trance By the River, che sopra un riff modello Metallica costruisce un brano ora arioso, poi più intenso, talvolta delicato, sicuramente punto di riferimento di quello che i Sinestesia potranno diventare con il prossimo disco. Godibilissimi i segmenti più morbidi, forti di un basso avvolgente come non mai, e perfetto il solo di chitarra di Roberto De Micheli, esplosione di suono dopo un mare di calma.
Il progressive rock qui sovrasta il lato metallico, utilizzando anche chitarre acustiche e cori in stile Shadow Gallery, ed è un bene perchè i friulani sembrano trovarsi decisamente a loro agio con questo linguaggio musicale.
Molto più cattiva è Burning Times (Never Forget), vicina ai più recenti Symphony X e dall'incedere davvero impetuoso. Eccellente ancora una volta il lavoro della sezione ritmica (Marchesich dietro le pelli si conferma potente e poliedrico), ma il brano pecca in omogeneità. Violet ritorna invece su lidi leggiadri, guidata nuovamente dalle vibrazioni della sei corde acustica e da un'interpretazione vocale particolarmente convincente, mentre C.W.A. Prelude è, come palesa il titolo, una gagliarda introduzione strumentale alla altrettanto frizzante Cold War Apocalypse, sferzata prog-power che offre apprezzabili soluzioni melodiche e un piacevole guitar-work, ma paga l'eccessiva durata ed un po' di sovraffollamento negli arrangiamenti.
Decisamente riuscita è invece Twilight, sorretta da un approccio hard rock che sottolinea ancora una volta l'abilità dei Sinestesia nel confezionare linee melodiche di gran presa e rarà banalità. C'è spazio anche per qualche funambolismo di De Micheli alla chitarra, prima dell'approdo alla conclusiva Memento, sussurrata in italiano da De Vito con una vocalità molto profonda e di gran classe. Il brano è una ballad ricercata e raffinata quanto basta per chiudere positivamente un disco che, eccezion fatta per una personalità che ancora latita ma che sembra pronta a sbocciare definitivamente, dimostra la bontà del gruppo friulano, regalando un ascolto piacevole, forte anche del bel lavoro svolto in fase di mixing e produzione da parte del sempre mitico Franz Di Cioccio, che su questi ragazzi ha voluto scommettere. A ragion veduta.
Produzione
Franz Di Cioccio
Distribuzione
Aereostella/Edel
Anno
2009
Line-Up
Ricky De Vito: voce
Alberto Bravin: tastiere, mellotron
Roberto De Micheli: chitarre
Alessandro Sala: basso
Paolo Marchesich: batteria
Tracklist
1. Hero
2. Feast
3. The Birth, The Death, Trance By The River
4. Burning Times
5. Violet
6. C.W.A. Prelude (instrumental)
7. Cold War Apocalypse
8. Twilight
9. Memento
Sul Web
MySpace
Sito Ufficiale
  #1  
ShockAce | 29/07/10, 09:23
Cavolacci... Li ho in casa e non ne sapevo niente?!? Urge subito approfondimento! Intanto vedo che questo album c'è su iTunes... Bene bene...
Rispondi citando
  #2  
nessunposto | 29/07/10, 11:15
Completamente d'accordo con Ferruccio, soprattutto quando scrive che "La sensazione immediata è quella di avere davanti una band capace non solo di fare buona musica, ma anche di personalizzare la propria idea stilistica; sotto questo punto di vista si può ancora progredire, nonostante il songwriting sia già equilibrato e l'uso delle melodie azzeccatissimo. Album che mi sento di consigliare anch'io
Rispondi citando
Commenta

Bookmarks

Tag
sinestesia
Strumenti

Permessi di partecipazione
Non puoi aprire nuovi thread
Non puoi rispondere ai thread
Non puoi inserire allegati
Non puoi modificare i tuoi post

Il BB code è On
Le faccine sono On
Il codice [IMG] é On
Il codice HTML è On
Naviga nel forum